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17 gennaio 2014

Astenersi lepri se non marzoline. La colazione della domenica a casa Smart.



Visualizzate una domenica mattina di fine dicembre. Il cielo bianco di freddo con una promessa di blu. Il ricordo delle coperte sulla pelle. Il profumo del primo caffè che si spande. Ora aggiungeteci qualche dettaglio bizzarro perché sennò questa non sarebbe casa Smart ma un Mulino Bianco qualsiasi.

Tipo il tavolo interamente ricoperto di scatole, padelle, assi di compensato, cacciaviti in ogni bicchiere. Abbandonato in un angolo, un trapano avvitatore. Dr.Smart ed io che avvitiamo a mano gli ultimi montanti della cucina in ginocchio sul pavimento. I nostri vestiti intrisi di trucioli. Il montatore che parla romanesco con l'accento rumeno e solleva il frigo come se fosse un libro. L'amica sciccosa che commenta in inglese con un fortissimo accento francese, seduta al tavolo con la sua tazza di tè. Mentre tra una pila di libri e una planetaria spalma sul pane il burro demi-salé e le marmellate fatte in casa.

14 gennaio 2014

Less is more: vellutata di zucca al rosmarino con pioppini fritti alla birra


Funziona così. Quando in Austria non hai nulla in casa tranne un po' di buon brodo, esci in giardino, raccogli quella poca erba cipollina che spunta dalla neve, prepari al volo due o tre palatschinke che di più sarebbe un'offesa alla frugalità nazionale, le fai a striscioline, le copri di brodo e la cena è pronta.

4 dicembre 2013

Lo stile sobrio e frugale degli antichi. Noodle di soba con zucca, radicchio e taleggio.


Siamo ormai in uno stato di allerta perenne che ci impone di segnarci ogni numero scritto a mano che ci capiti di vedere su uno stampato ufficiale, al motto acquisito di "haivistomai". Così qualche tempo fa, non appena è comparso sull'austero portone del condominio un informale foglio volante per avvisare i gentili condomini che il giorno tal dei tali non ci sarebbe stato il gas, dr. Smart mi ha telefonato subito.
"Siamo fortunati, abbiamo un numero della società del gas" 
"Ma amoremioprevidente, a che ci serve il numero di chissà che ufficio della società del gas? Ancora non l'abbiamo riattaccato il gas in casa nuova." 
"Appunto, ci potrebbe servire. Almeno stavolta abbiamo un riferimento umano con cui parlare"

E' stato profetico. 

21 novembre 2013

Dell'ordinaria violenza sui mitili. Vellutata di zucca allo zenzero con cozze e pecorino

Dipende da che tipi siete. 
Personalmente ogni volta che leggo su Chef's Secrets istruzioni tipo "metteteli in freezer per farli addormentare","staccatele la testa con un colpo netto"  o "infilategli un ago tra gli occhi" ho un rivolo ghiacciato che mi percorre la schiena e ringrazio di essere allergica ai crostacei così non devo pormi il problema della coerenza, che in tre parole si riassume con "se mangio l'agnello arrosto, sia nella sua geometrica versione di arrosticino che non, poi non posso fare la santa patrona delle simpatiche bestie dei mari".

Con le cozze la questione è più sottile. 

18 gennaio 2010

Vellutata di zucca e zenzero con paprika dolce.

Prima di vivere a Vienna, la quantità di tuberi, rape e radici invernali di cui ignoravo l'esistenza era piuttosto considerevole. Non solo il sedano rapa o il topinambur erano per me illustri sconosciuti, ma addirittura la zucca e lo zenzero appartenevano alla cerchia degli ingredienti da guardare con diffidenza.
Scoprire quindi che questa nutrita famiglia di bitorzolutacee si presta invariabilmente bene a essere trasformata in ottima zuppa fumante e che il bernoccolo degli abbinamenti azzeccati si può coltivare con successo è stata davvero una gradita sorpresa.


Questa zuppa è una "entry level" della categoria, ottima per fare pratica con i tempi di cottura, la quantità di acqua da aggiungere, per prendere le misure con il sale e le spezie...a questo procedimento base si possono aggiungere in seguito tutte le possibili complicazioni.

15 ottobre 2009

Che ci fate con la zucca? Storia di una zucca di metà ottobre.

E' davvero ottobre, non ne ero del tutto convinta. Ma ci sono le prime pozze da evitare, le prime scarpe chiuse a chiedere misura ai passi disinvolti dell'estate. L'Arno è tornato torbido e Firenze trionfa negli sguardi dei passanti, sopraffatti dalla sua più dolce luce d'oro.