28 febbraio 2010

lentezza domenicale: la torta di Pescara

Metti una domenica pigra e piovosa, l'acqua che tamburella insistente sul tetto, la sera che bussa presto ai vetri della cucina.
Che si fa? Si mette mano al ricettario di famiglia, con buona pace di tutte le più accattivanti idee dolci e salate al cardamomo, al macis, al matcha e quant'altro che aspettano da tempo sulla lista delle ricette "da provare alla prima occasione".

Ed è così che si riscopre un sapore dimenticato, una torta di quando la nonna era ancora una bambina, quando la ricetta della domenica si aspettava invece di sceglierla e per aggiungere un aroma insolito alla preparazione poteva bastare un gocciolo di anisetta.


Questa compare sul vecchio quaderno come "torta di Pescara" e non ne so di più, se non che mi ha colpito per l'equilibrio pacato degli aromi: limone, cannella e cioccolato amaro.



TORTA DI PESCARA

250 grammi di zucchero
250 grammi di farina
3 uova

un piccolo bicchiere di olio di semi
un piccolo bicchiere di latte
mezza bustina di lievito per torte

50 grammi di cioccolato
un limone
due cucchiaini di cannella

Montare le uova con lo zucchero. Quando sono bianche aggiungere la cannella e quindi l'olio a filo, continuando a montare. Pelare il limone con un pelapatate e raccogliere le bucce in un cutter. Spezzettare a mano la cioccolata e unirla alle bucce di limone. Tritare a intermittenza per non fondere il cioccolato, avendo cura di lasciarlo a pezzi piuttosto grandi. Sciogliere il lievito nel latte, unire la farina alle uova montate e mescolare con una frusta. Diluire con il latte e aggiungere il cioccolato solo alla fine, mescolando poco per non farlo sciogliere macchiando la torta.

Cuocere a 180° per un'oretta o a 160° per un'ora e venti se si ha pazienza...

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