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5 febbraio 2011

Tiella abruzzese, come piaceva a noi.



Quale sarebbe la prima ricetta che cucineresti se avessi una pentola di ghisa rossa fiammante da rinnovare?

Immaginate una di quelle pentole generose e indistruttibili da riguardare tra vent’anni con affetto,  immaginate che sia vostra ora. 


Immaginate che in quella pentola tra vent’anni ci sara’ traccia di tutte le cucine che avrete vissuto. Qual e’ la prima ricetta che vi viene voglia di cucinare?



Cucina.

Il verde dell’alloro oltre la finestra.
L’acquaio luccicante di porcellana.
Una pentola rossa sul fuoco, una di quelle pentole un po’ ammaccate che al loro posto ci sono sempre state. Un mazzo grondante di spinaci e l’odore dell’aglio soffocato che si spande. 
E’ quasi pronto. Il nonno si affaccia alla porta dall’orto, si ferma a guardare attraverso la zanzariera e sorride. Le mie scarpe sporche di terra abbandonate al sole.

Ecco, se potessi riavere quel momento mi piacerebbe dirgli che sto facendo la tiella per stasera. 

Mi piacerebbe tornare nell’orto a prendere quella zucchina enorme e gibbosa che e’ cosi’ ridicola che nessuno ha trovato il coraggio di coglierla. Sennò finisce che e’ buona solo per  farci i semi. 
E un’altra foglia di basilico. Me ne porti ancora un po’ per favore? Il basilico ne colgo sempre troppo poco che ho paura di sprecarlo. 
Mi piacerebbe andare in dispensa a scegliere con cura le patate per la nostra cena a due. 
E i pomodori, anzi dopo bisogna che vada a coglierne un po’ di scorta che quelli maturi li regaliamo sempre tutti.




TIELLA ABRUZZESE - come piaceva a noi -

Procuratevi una casa di campagna , un grande orto assolato e soprattutto un momento davvero felice. Uno di quelli che si ripetono ogni giorno uguali a se’ stessi e proprio per questo sono ancora piu’ felici. Una felicita’ di quelle come i pomodori piu’ dolci, lentamente maturata al sole.

In mancanza prendete: 
patate le migliori che avete (quattro, belle grosse)
cipolle dolci e croccanti (piu’ ce ne mettete e meglio è - direi almeno sei)
pomodori ben maturi, salati e fatti scolare (quattro di quelli enormi o sei medi)
zucchine zuccherine e non acquose (due molto grandi o tre normali)
olio evo, origano, sale, pepe nero


Le dosi sono indicative perché ero abituata a fare questa ricetta con le verdure dell’orto, che sono tutto fuorché regolari.

L’unica cosa importante è che le cipolle siano davvero abbondanti rispetto al resto perché sono quelle che  danno sapore a tutto e che perdono più volume con la cottura.


INGREDIENTI SPURI

A noi piaceva anche aggiungere qualche peperone quando c’era, facoltativo ma gustosissimo.

C’e’ chi mette anche le melanzane, io lo trovo un sapore troppo mediterraneo per la cucina abruzzese che ha piuttosto una certa delicatezza provenzale - ma sono gusti. 
L’aglio invece proprio no, nella cucina abruzzese l’abbinamento aglio – pomodoro è rarissimo.  Pomodoro in Abruzzo chiama cipolla, almeno quanto in Toscana chiama carota.
 
COME SI FA

Mondate le verdure e tagliatele a pezzi piuttosto grossi ma il piu’ possible regolari. Se i pezzi sono troppo piccoli le verdure si spappolano, invece devono rimanere ben riconoscibili.Condite abbondantemente con olio, sale, pepe e origano, mescolate bene e mettete in una casseruola.

Tradizionalmente la tiella si fa a righe, una fila di rondelle di zucchine, una di patate… Noi mettevamo tutto insieme, un po’ per complicita’, un po’ perche’ le verdure cosi’ mescolate si insaporiscono meglio.

Mettete in forno a calore moderato, fate rosolare gentilmente a tegame scoperto quindi coprite e lasciate cuocere a lungo, finche’ le verdure non saranno morbide e leggermente caramellate.

LE FOTO

Non ci sono, e non credo arriveranno.
Questa ricetta  non posso piu’ farla senza quelle nostre verdure, senza quel sole, senza quel momento felice. Voi provatela pero’, ne vale assolutamente la pena.

Con questa ricetta partecipo al giveaway del cavoletto che con quella pentola rossa e generosa  mi ha ricordato la mia prima cucina. 

***



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14 marzo 2010

99 colombe: 99 foodblogger per Sorelle Nurzia dell'Aquila

Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera da Artemisia di AAA che mi ha fatto particolarmente piacere.


"Cara Chiara,

stiamo preparando con Lydia di tzatziki a colazione un evento che aiuti Sorelle Nurzia dell'Aquila a superare un momento critico dell'azienda, che vive principalmente delle commesse locali (come puoi capire molto diminuite).
E' un'azienda storica con prodotti ottimi (colombe, torroni...).
Stiamo covando un progetto: vogliamo proporre a 99 blog (numero simbolico) di uscire il 6 aprile, anniversario del terremoto, con una ricetta che usi i prodotti Nurzia, trasformandoli o affiancandoli.
Volevo cominciare a parlartene.
Tutto questo a partire dal fatto che ho contatto quasi casualmente la loro responsabile marketing.
Nei prossimi giorni nuove notizie.
A presto, Artemisia"

27 dicembre 2009

Regali sotto l'albero: un presepe da costruire

Un presepe da (ri)costruire, uno dei tanti.

Goriano Sicoli (AQ)


Quest'anno sotto l'albero ho trovato:

30 novembre 2009

Magie d'autunno

E' il primo giorno di novembre quest'ultimo giorno di novembre.
E' il primo giorno di ombrelli e di pozze, il cielo è denso e nero e i vetri delle cucine finalmente appannati.

E' finito l'autunno dolce e d'oro, ne comincia uno nuovo, cupo e domestico.
Aspetteremo ancora i fiori tra le foglie, il selciato lucido di luce, le facciate umide al sole.

Solo ieri il giardino del nonno era ancora mite di fate.

Dedicato a tutti quelli che...

...hanno partecipato e stanno partecipando con le mani e col cuore alla ricostruzione dell'Abruzzo, qualche immagine di quest'autunno dolce e mite.

6 ottobre 2009

Pomodori alla romana? Quasi. Storia di una sabina.

Avete presente gli antichi romani? Quelli che quando non erano impegnati a conquistare il mondo conosciuto o a costruire strade ed acquedotti si aggiravano nei dintorni di Roma per prendere il fresco e riportarsi a casa le sabine? La sabina del titolo è proprio una di quelle, e inaspettatamente con questa storia c'entra.


Volevo farli da tempo i pomodori alla romana, un primo scambio di confidenze tra me e questa città che potrebbe diventare la mia prossima casa. Poi mentre li preparavo mi è tornato in mente come si fa il risotto in Abruzzo, come lo facevano la nonna e la bisnonna, con i dadini di mozzarella dentro e quell'antica usanza di profumare il riso con il limone.
E ho pensato che non era troppo grave fare una piccola aggiunta: in fondo la contaminazione della cucina romana dev'essere iniziata con quella sabina...



Chiamiamoli allora pomodori alla sabina, con in mente quella famosa sabina rapita che, arrivata a Roma, forse quando si metteva ai fornelli aggiungeva alle sue ricette profumi e ricordi della sua terra d'origine.

4 agosto 2009

Pausa abruzzese (con ragù d'agnello).



Ma non avevi detto che andavi a Lisbona, che c'entra ora l'Abruzzo?
Infatti, tra una settimana partiamo per Lisbona e se mi riuscirà cercherò di aggiornare il blog in diretta, folgorata dal riuscitissimo "LIVE from London" di Carolina.
Ma per ora sono qui, dove qui sta per Roma (a Firenze evidentemente non doveva sembrarmi abbastanza caldo) a passare il mio agosto con J. che lavora. E siccome l'estate è rovente, l'Abruzzo vicino e i fine settimana liberi, abbiamo pensato di passarli dal mio nonno (che vive appunto in Abruzzo) e di approfittare dell'occasione per fare un po' di sightseeing.

Dietro, oltre al piacere della compagnia e di tornare in posti che amiamo, c'è anche un mio progetto: usare questo spazio per mostrarvi le zone in cui si può ancora fare turismo dopo il terremoto,sperando di fornirvi qualche spunto per visitare l'Abruzzo, una regione di paesaggi stupefacenti, di borghi antichi, di acque limpide e fredde e di montagne imponenti, ricca di tradizione e di calore, che ora più che mai ha bisogno di presenza.


Goriano Sicoli (AQ). Il paese del mio nonno, gravemente ferito dal terremoto del 6 aprile 2009. Tutto il borgo antico (1100 d.C.) è inagibile.