16 giugno 2010

Feta, olive greche e pomodori secchi: tre idee per l’estate per un aperitivo informale o un picnic sulla spiaggia.

Ultimamente mi va sempre più stretto il post monotematico con la sua brava ricetta, le dosi precise, la foto di corredo e via, pronti per un’altra infornata. Dev’essere che non mi somiglia, né a come funziona la mia testa né alla mia idea di cucina. Mi piace leggerli quei post, ma non mi piace scriverli.
Una verità è che a me piace chi sa friggere senza termometro, preparare la frolla senza planetaria, aggiungere gli aromi con buon senso e approntare una torta dell’ultimo minuto senza la bilancia. Di queste persone ammiro la capacità di saper cogliere il nocciolo della questione, i muri portanti della ricetta: sanno quello che si deve assolutamente fare e quello che invece si può reinventare. Fateci caso, chi cucina così conosce poche ricette, apparentemente sono sempre le solite. Io invece se leggo una ricetta fuori dal suo contesto mi concentro sui dettagli e perdo in visione d’insieme, mi lascio catturare dalla freschezza imprevista di quella torta al papavero e mi perdo la sua “tortità”. Da quella torta non imparo a fare torte migliori.
L’altra verità è che la mia testa raramente considera una ricetta per volta ma piuttosto si fissa su un’idea, un abbinamento felice, una suggestione di estate, un sapore antico. E lo declina in una serie di varianti: difficile scegliere quale provare per prima. E se poi le altre idee me le dimentico per strada?
Sull’onda di questa onestà intellettuale, che sembra essere l’unico filo conduttore di questo primo giro di boa di Cavoli a Merenda, le ricette di quest’estate saranno improntate a una certa vaghezza: ispirazioni e indicazioni, abbinamenti e linee guida. E poi pizzichi, manciate e mood del momento. Spazio alla creatività.

Feta marinata

feta marinata con pomodori secchi e olive nere Questa l’ho già raccontata, di nuovo c’è solo la foto.
Si prepara a gusto:  a me piace con feta a cubetti, tanti pomodori secchi, olive greche al forno e origano. Si rabbocca con l’olio dei pomodori e ci si dimentica nella parte meno fredda del frigo per una settimana (per i meno stoici basta una mezza giornata a temperatura ambiente).
Le variazioni sono infinite (molto gettonate quella di Cherrapeno e quella di David Lebovitz) c’è solo da capire qual è la vostra preferita.
Si conserva in frigo per un bel po’ purché non abbiate aggiunto aglio.

 

 

 

 

ricotta al forno ALLA feta CON olive greche e pomodori secchi

ricotta al forno alla feta con pomodori secchi e olive nere Anche della ricotta al forno ho già parlato e anche di questa si possono sperimentare tante versioni quante ve ne vengono in mente.
L’importante è ricordare la proporzione aurea -mezzo chilo di ricotta ben scolata per tre uova- e battere bene prima di aggiungere gli altri ingredienti, il resto a seconda dell’umore, purché non superi il volume di una tazza. In questo caso la feta aggiunge all’impasto sapore e morbidezza. Io l’ho frullata ma si può mettere a dadini per un insieme più delicato. 
Si inforna in una teglia unta a 180 gradi per un ora o a 160 per tre quarti d’ora, in questo caso viene più morbida. Prima di sformare è meglio far compattare bene in frigo sennò si rompe (a me infatti si è rotta…)
Per chi preferisce una presentazione meno rustica invece è meglio usare stampini monoporzione di silicone (per esempio da petit four, florentines o financiérs).

muffin salati alla feta, olive greche e pomodori secchi

(Sì, sono proprio questi i muffin salvavita)
muffin alla feta, pomodori secchi e olive nere Vi do la ricetta in volumi perché in questo modo è a tenuta stagna qualsiasi variazione vi venga in mente. E anche perché non sempre si ha una bilancia sottomano. (Io per esempio a Roma non ce l’ho perché chissà in quale scatola del trasloco è rimasta…) Per ora vi scrivo solo le proporzioni, nei prossimi giorni vi spiego anche perché funzionano.
Tutto quello che vi serve è un misurino da un decilitro (io ho questi dell’ikea) o in alternativa un vasetto vuoto di yogurt.
Tre vasetti di farina per tre uova, mezzo vasetto di olio leggero, un vasetto di formaggio fresco a piacere (in questo caso  feta frullata, circa un etto), due vasetti di condimenti secchi a pezzetti (in questo caso mezzo vasetto di origano e il resto tra olive e pomodori secchi). Lievito chimico: tre cucchiaini. Quattro se avete tagliato i pezzi molto grossi.
Il procedimento è quello classico: si porta tutto a temperatura ambiente e si mescolano bene gli ingredienti asciutti in un recipiente e quelli umidi in un altro, anche con un po’ di anticipo. L’importante è mescolare i due impasti all’ultimo momento, subito prima di andare in forno, a 180 gradi, dieci minuti per i muffin piccoli, venti per i grandi. I tempi sono indicativi perché ogni forno fa i suoi capricci, il consiglio è di tenerli d’occhio.

15 giugno 2010

Giovane donna muore schiacciata da un pensile fissato male. Indagato il proprietario dell’abitazione.

costruttivismo sovietico: libera reinterpretazione. Di Chiara Francioli
 
Aveva appena sfornato una torta, racconta il fidanzato ancora sotto shock.

Poteva cominciare così ed essere un articolo di un giornale di provincia, invece fortunatamente erano dei muffin, che -come si sa- cuociono prima. Venti minuti invece di quaranta, il tempo di mettersi a scrivere il post del venerdì dalla parte fortunata del tavolo e guardare a bocca aperta il pensile della cappa schiantarsi all’improvviso davanti al forno.

questa volta stavo per lasciarci la pelle quel buco nel muro è il rubinetto del gas che la cappa cadendo ha divelto:
nemmeno le seccature vengono mai sole

Lo so che ogni scusa è buona da queste parti per giustificare i silenzi imprevisti ma stavolta ho anche le prove: non sono stata vittima dell’ennesimo malumore o del vuoto d’ispirazione che precede il salto di qualità, ho davvero passato gli ultimi giorni a mettere in sicurezza i pensili della cucina di Roma. Che già a un’analisi sommaria sono risultati  tutti sul punto di staccarsi da un momento all’altro. Com’è ovvio per una casa in affitto degna di questo nome.

Non avevate mai pensato di controllare lo stato di sicurezza dei pensili di casa pensando che chi li avesse attaccati fosse dotato di una dose medio-bassa di buon senso? Nemmeno noi. Un consiglio? Controllateli, non si sa mai.

risultati Visto che avevo le prove? Voi che ne dite, abbiamo fatto un buon lavoro?

NOTA: Per chi non ci avesse ancora incontrato dal vivo, questi due qui sopra siamo proprio io e J. Lui è quello con l’aria di chi sembra perfettamente a suo agio nei panni dell’uomo di fatica, io sono quella senza barba col martello in mano. Quando non faccio il carpentiere alle nove della domenica mattina e sorrido guardando l’obbiettivo garantisco che sono un po’ meglio, niente di che, ma ho l’aria più simpatica.

ALTRA NOTA: No, non sono così geek da aver fotografato il pensile che mi aveva appena risparmiato la testa pensando di scriverci un post: le prime foto le ho fatte per sicurezza (imparato a Vienna: quando subite un danno da parte di terzi fotografate sempre) mentre le seconde erano per me, per quando mi sveglierò nel cuore della notte pensando “ ma li avremo fissati bene stavolta?” Così me le guardo e mi dico che sì, posso dormire tranquilla. A proposito: se c’è un tecnico o un appassionato che legge queste righe e vuol dare il suo parere sul nostro intervento sappia che la sua opinione è graditissima!

ULTIMA NOTA: Il post che mi ha salvato le penne arriva domani:feta, olive greche e pomodori secchi: tre idee per l’estate.

08 giugno 2010

Non sto scherzando, sono biscotti del supermercato. E voi a quali non rinuncereste?

Lo credereste che l’impegno maggiore, e il maggiore divertimento, di tenere un blog di cucina non è quello di cucinare, scrivere i post ed eventualmente scattare le foto?

L’impegno maggiore è quel mondo sommerso di risposte alle mail, ai commenti, gli scambi di opinione sui forum, le pillole su twitter, le possibilità che ti suggerisce quella foto, le tre varianti che conosci di quella ricetta, “lo sapevate che si può fare anche così?”... A me piacerebbe la friggitrice, voi la consigliate?"... “Ma tu che yogurt usi per fare il labna?* Davvero? E’ quello che ho in frigo!”... “Io so dove comprare la pietra refrattaria per la pizza, lo facciamo un ordine collettivo?”

Questo mondo sommerso, che sul blog raramente compare, è la sua anima, fatta di rapporti umani imprevisti e coinvolgenti, di nuove idee a cui è difficile tener dietro, di confronto e di condivisione. E’ la sua riserva di linfa vitale, la fucina dei nuovi progetti e l’anticamera dei post in arrivo.

Io per esempio questo post ce l’ho in mente dal maggio dell’anno scorso, doveva intitolarsi “the perfect break” e parlare di una marca di biscotti che mi piace molto. E anche del mio tè preferito. Ma mi sembrava troppo. Proporre un abbinamento di tè e biscotti personale e discutibile quando ognuno di noi ha il suo palato esigente e fallibile su cui fare affidamento mi sembrava una sciatteria. Non solo. 

Parlare di biscotti comprati al supermercato nel tempio dell’autarchia culinaria che è la food-blogosfera mi sembrava una provocazione.

theperfectbreak

Poi è capitato che con Carolina, parlando del più e del meno, venisse fuori uno scambio di battute, che mi ha fatto riconsiderare la cosa:

“Ho scoperto delle marmellate sensazionali. La marca è Bonne Maman. In Italia le vendono all'Esselunga. Io le trovo deliziose! … Se non le conosci ti suggerisco di provarle”
“Le conosco di vista perché mi piace il barattolo ma non le ho mai provate, in compenso i biscotti li adoro, sono i miei preferiti insieme ai canestrelli Grondona. Pensavo da tempo di farci un post, perché non è mica vero che mangiamo solo cose uscite dalle nostre abili manine, no? =)
E tu? A cosa non rinunceresti di quello che si compra al supermercato?”
E così ho capito che era arrivato il momento di dare sfogo a un po’ di onestà intellettuale.

Biscotti del supermercato!?! A me piacciono questi, e a voi?

A me piacciono questi, sono i miei preferiti. Finisce che non li compro mai, ma solo perché una mano gentile me li mette accanto alla tazza quando sono sulla sua poltrona. Altrimenti sì, li comprerei.


Canestrelli Antica Genova, Grondona
Canestrelli Antica Genova, Grondona
Bonne Maman, Galettes Fines
Galettes Fine, Bonne Maman
bahlsen Messino
Messino, Bahlsen



E voi?A quali biscotti _comprati_ non rinuncereste? Quali continuereste a comprare, anche se conosceste la ricetta?


Avete segnalato:

da COLAZIONE

al primo posto: 
Galletti Mulino Bianco ****

al secondo posto parimerito: 
Pan di Stelle Mulino Bianco ***
Gocciole Mulino Bianco ***

al terzo posto parimerito: 
Bucaneve Doria **
Abbracci Mulino Bianco**
Plasmon**

altre segnalazioni: Cuor di Mela Mulino Bianco, Margherite Galbusera

al CIOCCOLATO

al primo posto parimerito:
Oreo ***
Grisbi***

altre segnalazioni: Togo, Baiocchi

TRADIZIONALI

al primo posto:
Neapolitaner Loacker*** 
(abbiamo una segnalazione per quelli al cocco, merita provarli)

altre segnalazioni: Osvego Gentilini, Baicoli Colussi, Krumiri, Bibanesi (anche al kamut)


DALL'ESTERO

al primo posto:
Digestive Mc Vities **** 
(segnalati anche nella versione al cioccolato)

al secondo posto:
Shortbread Walkers ***

al terzo posto:
Danish Butter Cookies **

altre segnalazioni: Chocolate Chunk Walkers, Tartellette au Citron Bonne Maman, Speculoos, Granor Bahlsen, Chokini Bahlsen


DI NICCHIA

segnalati: Artebianca, Sorrisi di Mais Molino di Ferro, Lotus

01 giugno 2010

Scivolando verso sud. Vasetti mediterranei da tenere in frigo tutta l’estate: per un buffet tra amici, un aperitivo last minute o un’improvvisa voglia di festeggiare.

 

L'ho già detto che il compromesso è una fine arte che va imparata, con l'età inizio a ripetermi. Certo è che se dovessi limitarmi a scrivere le sole volte che tutto va come avevo previsto dovrei lasciare fuori un buon quarto dei contenuti che pubblico (...forse sarebbe meglio dite, eh?)

E così anche stavolta sono rimasta senza foto e anche stavolta per un valido motivo, valido quanto antipatico come tutte le volte che succede. No, non si è rotta la macchina, non l'ho lasciata altrove, le pile erano cariche e non ho nemmeno dovuto estrarre la SD dal computer con le pinzette. Semplicemente non ho avuto il tempo di farle, ma in un modo così rocambolesco che vale la pena di essere raccontato.

Per il mio compleanno è andata come sempre: mi sono detta che stavolta non avrei fatto un bel niente e che la sola idea di festeggiare un altro anno era una mera perversione. E' anche finita come sempre: che ho passato una settimana a buttare giù menù, liste della spesa e piani efficienti per passare agilmente dalla teoria alla pratica. Solo che stavolta non sono bastati -sarà l'età?- o meglio ho deciso più o meno consapevolmente di non seguirli -sarà l'età?- così quando finalmente sono riuscita a mettere in tavola la cena prevista non era proprio il caso di mettersi anche a fotografarla.

Per come l'avevo immaginata avrei dovuto preparare la casa e il menù di prima mattina mattina, una breve passeggiata nel verde, gli ultimi ritocchi nel tardo pomeriggio e quel paio d'ore sospese prima della festa le avevo stimate ore d'oro, il mio personale regalo di compleanno: il tempo di una doccia silenziosa, il profumo di pulito nei capelli, un aperitivo a due nella casa vestita d'attesa, la musica che sale nell'aria tiepida della sera...

Sono arrivati gli amici che l'unica cosa ultimata era l'aperitivo, ho rischiato un occhio mio e uno di J. stappando il prosecco, mi si sono sciolti i falafel nell'olio caldo (ovviamente non era mai successo prima), mi si è attaccata la caponata alla pentola (idem come sopra), il pane arabo non ha voluto saperne di gonfiare perché non gli ho lasciato il tempo di riposare e ho scoperto servendo la paella de mariscos che a due amici su sei non piaceva il pesce. Aggiungo altro?

In compenso, o forse proprio per questo, la serata è riuscita come doveva: le risate degli amici portate dal vento, i miei piedi scalzi che facevano la spola con aria più o meno disinvolta tra la cucina e il salotto, i cuscini sul tappeto, i piatti ovunque a fine serata, segno inequivocabile che tutto è andato per il meglio.

Vi posto il menù della serata perché continuo a trovarlo riuscito. La maggior parte delle portate sono da tenere in frigo e consumare fredde per cui si prestano a  salvare molte cene d’estate.

In fondo c'è anche la timetable per preparare tutto per tempo e senza stress e qualche consiglio per minimizzare le pulizie del dopo festa. Se non fate come me e vi limitate a seguirli, la cena è a tenuta garantita: ho organizzato questo menù proprio perché l'80% delle portate si può preparare qualche giorno prima della festa. L'idea di fondo è semplice: un giro del mediterraneo dall'aperitivo al dolce, in attesa dell'estate, quella vera.

BUFFET D’ESTATE DA TENERE IN FRIGO

Aperitivo mediterraneo

cedrata tassoni

Per un tocco retrò. Le bottigliette verdine senza etichetta decorano la tavola e un alternativa per gli amici astemi ci vuole sempre.

prosecco

Non può mai mancare; un consiglio: evitate di comprarlo in bottigliette piccole. Sono tanto carine ma hanno il tappo in plastica invece che in sughero e appena togliete la sicura parte da solo. Io e J. abbiamo rischiato di rimetterci un occhio per uno.

provenza: bruschetta con tapenade di olive nere alla frutta secca e brie

La tapenade è quella di Sabrine d’Aubergine, il brie ce l'ho voluto io (e a posteriori ce lo rimetterei). Finita in dieci minuti, da rifare assolutamente. O da tenere in frigo in un bel barattolo Fido per un aperitivo imprevisto: si porta direttamente in tavola su un tagliere di pane abbrustolito e formaggio da tagliare.

LIGURIA: olive taggiasche

COSTIERA AMALFITANA: biscotti salati con ORIGANO, pomodori secchi e olive nere

Questi di Dada. Io ho solo dimezzato la dose di pomodori secchi per aggiungere altrettante olive nere. Ah, ho anche risposto al telefono prima di sfornarli e li ho fatti scurire troppo. Poco male, ce li siamo mangiati noi. Ma questo forse non dovevo dirlo…

SICILIA: pistacchi di Bronte

 

Cena mediterranea

Sicilia

caponata di melanzane

Quella di una vecchia zia di Trapani, che a Trapani aveva un ristorante. Appena viene un po’ d’estate come si deve la posto. Servita freddissima per cena riscatta anche la giornata più afosa. L'ideale sarebbe un giardino siciliano, chiuso tra quattro mura, profumato di fichi e di zagara. In mancanza, anche sul tavolo di cucina funziona egregiamente. Resiste una settimana in frigo nel barattolo Fido. I sapori si assestano e vi lascia il tempo di pensare alla cena in caso di ospiti imprevisti.

 

Maghreb

per un aperi-cena veloce questo sottomenù può bastare da solo, servito insieme a un vassoio di verdure tagliate fini (lattuga, pomodori, cipolla cruda) perché ognuno possa riempirsi il suo kebab.

falafel

Quelli di Aisha Fall, perché vengono uguali a quelli del kebab di fiducia. Certo, se tritate l’impasto abbastanza fine e se rispettate il tempo di riposo. io stavolta non l’ho fatto, e l’ho pagato.

hummus: salsa di ceci e tahina

babaganoush: salsa di melanzane e tahina

In attesa di testare la versione di Claudia Roden di queste due salse, in frigo tengo sempre quelle di  labna che mi piacciono molto come equilibrio di sapori; il mio consiglio però è di partire frullando/schiacciando l'ingrediente di base e poi condire pian piano con sale, olio, aglio, limone e tahina fino a trovare l'equilirio perfetto per voi. Si conservano in frigo per tre giorni, sempre nel famoso barattolo.

pane arabo: per avvolgere falafel e salsine

Confesso, stavolta non ho proprio avuto il tempo di farlo. E questo senza una mezz’oretta di calma è proprio il caso di lasciar perdere. Però vi segnalo comunque la ricetta di Sabrine d’Aubergine che tentativo dopo tentativo ha trovato la proporzione perfetta tra acqua e farina. E siccome il procedimento per farlo gonfiare è un po’ insolito, qui c’è anche il video di Manjula.

 

Grecia

altri due vasetti da tenere in frigo per le emergenze:

feta marinata

Andrebbe fatta una settimana prima per far assestare i sapori in frigo. In realtà è impossibile aspettare una settimana con quel bel vaso luciccante a vista ma si può fare il giorno prima e farla riposare fuori dal frigo. Si prepara a gusto: io ho invasato semplicemente feta a cubetti, pomodori secchi, olive nere e origano, un piccolo peperoncino secco e ho rabboccato con l’olio dei pomodori. In rete se ne trovano millemila versioni, c’è solo da capire qual’è la vostra preferita. Si conserva in frigo nella zona meno fredda, per un bel po’ purché non abbiate aggiunto aglio.

tzatziki smirneico

La ricetta è semplice, basta mescolare gli ingredienti; il segreto perché venga perfetto però è che sia lo yogurt che il cetriolo grattugiato siano stati salati e lasciati scolare per una giornata. O una nottata. Si conserva in frigo per tre giorni.

 

Portogallo

bolinhos de bacalau

Dal libro di ricette riportato da Lisbona. Nel corso dell’estate posterò anche questi. Li avevo previsti nel menù per completezza. Li ho omessi perché eravamo poche persone. L’impasto si fa in anticipo e riposa in frigo prendendo sapore fino a tre giorni.

 

Spagna

Paella de mariscos

Per la ricetta originale non posso che ricordarvi quella di Erborina. Io ne faccio una versione “economy” a base di polpo, gamberetti e vongole. Anche questa arriverà nel corso dell’estate.

Sangria de Barcelona

La ricetta originale sembrerebbe questa. Io l’ho fatta con le pesche sciroppate per non intorbidire il vino e non aggiungere altro zucchero ed è piaciuta molto. E per gli amici astemi?

Acqua al cetriolo e lime

Affettare con una mandolina, rabboccare con l’acqua e far freddare in frigo. Un po’ Martha Stewart ma assolutamente rinfrescante.

 

DOSI

Per queste dovete affidarvi all’esperienza, nel senso che questo buffet a seconda delle portate che omettete e della quantità di extra che preparate serve da dieci a trenta persone. Per extra intendo tutti le portate fredde da preparare in anticipo, che fortunatamente sono l’80% del menù.

qualche esempio

per quattro persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade o biscotti salati. Paella e assaggi greci. Dolci.

Oppure vassoio magrebino con quattro pani arabi e verdure, Dolci.

per otto persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade e olive taggiasche o biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci. Dolci.

Oppure vassoio maghrebino con otto pani arabi e un vassoio di verdure. Dolci.

per dieci persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade, olive taggiasche, biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci. Dolci

Oppure vassoio maghrebino con otto pani arabi e un vassoio di verdure, paella. Dolci

Oppure vassoio maghrebino con dieci pani arabi e un vassoio di verdure, bolinos de bacalhau e assaggi greci. Dolci.

per quindici persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade, olive taggiasche, biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci, bolinhos de bacalhau. Dolci.

per venti persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade, olive taggiasche, biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci, bolinhos de bacalhau, falafel con salsine. Dolci.

per trenta persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade, olive taggiasche, biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci, bolinhos de bacalhau, falafel con salsine, 15 pani arabi. Dolci.

per quaranta persone:

Aperitivo con bruschette alla tapenade, olive taggiasche, biscotti salati e pistacchi. Paella e assaggi greci, bolinhos de bacalhau, falafel con salsine, 20 pani arabi e vassoio di verdure per comporsi il proprio kebab. Dolci.

...e così via...

 

COME ORGANIZZARSI:

una settimana prima:

preparare la feta marinata, metterla nell’angolo meno freddo del frigo e dimenticarsela.

quattro giorni prima:

mettere i ceci in ammollo. Preparare la caponata e metterla in frigo. Preparare la tapenade e metterla in frigo.

tre giorni prima:

preparare l’hummus e il babaganoush e metterli in frigo nella parte più fredda. Per lo tzatziki: salare lo yogurt e il cetriolo grattato e metterli a scolare.

due giorni prima:

cuocere i biscotti salati e conservarli in una scatola di latta. Preparare l’impasto per i bolinos de bacalhau e quello dei felafel e metterli in frigo, ben coperti di pellicola.

il giorno prima:

sistemare la casa/il giardino/la “location” del buffet: tavoli, sedie, cuscini, tovaglie è meglio che siano al loro posto la sera prima.

la mattina:

cuocere la paella e friggere felafel e bolinhos de bacalhau. Apparecchiare la tavola, predisporre vassoi, recipienti, posate di servizio… Tutto quello che non è cibo può essere già al suo posto.

due ore prima:

preparare i pani arabi e cuocerli. Abbrustolire il pane e preparare le bruschette.

un ora prima dell’arrivo degli ospiti:

Scaldare in forno felafel e bolinos de bacalhau. Assicurarsi che il tavolo dell’aperitivo sia a posto. Mettere il cibo in tavola .

suonano alla porta:

tirare fuori le bevande dal frigo e scaldare la paella tenendola d’occhio ogni tanto.

Devo precisarlo? io stavolta non ho fatto precisamente così... =)

 

Minimizzare le pulizie del dopo festa:

preparate tutte le salse  (tzatziki, feta marinata, tapenade, hummus, babaganoush, labna, caponata) in dei bei vasi di vetro a bocca larga: non dovrete trasferire il contenuto e  a fine serata potrete semplicemente tappare e mettere in frigo.

foderate i vassoi che conterranno il fritto con abbondante cartapaglia: fa scena e non dovrete lavarli dopo.

servite la paella nella padella di cottura

predisponete dolci al cucchiaio di più tipi in bicchieri trasparenti di plastica: quelli mangiati basterà buttarli via, quelli avanzati rimetterli in frigo già porzionati

i dolci non al cucchiaio prevedeteli secchi e monoporzione (tartufi di cioccolato, cake balls, muffin, tortine…)

mettete a disposizione un bidone per i rifiuti bello grande e facilmente accessibile: sarà più facile usarlo

limitate il numero di piatti e bicchieri di plastica a disposizione: ci sarà la tendenza a usarne di meno.